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Dimmi come ti trucchi e ti dirò chi sei

Il make up è il parente lontano dei segni che le tribù di migliaia di anni fa (ma anche odierne) utilizzavano per marcare la pelle dei propri membri. Nel tempo, sia gli uomini che le donne ne hanno usufruito, in tanti modi diversi, anche per questioni di scena, spettacolo e social media communication.

Per le donne però, ovviamente, il trucco è una componente molto più importante e predominante perchè rispecchia il modo in cui, ogni giorno, scelgono di presentarsi agli altri.

Il make up non è solo un modo per enfatizzare le proprie qualità ma, per qualcuna, diventa una vera e propria maschera con la quale mostrarsi, a causa della propria insicurezza.

In più, a seconda del proprio stato d’animo, anche operazioni reiterate sempre uguali quotidianamente possono risentire di variazioni che, spesso, si possono anche scorgere facilmente da un giorno all’altro, dall’esterno.

Sicurezza e insicurezza

Al contrario di quanto si potrebbe pensare, truccarsi non è un segnale di insicurezza, tutt’altro: attraverso il make up ogni donna, ogni giorno, mette in risalto le proprie qualità, scegliendo il proprio stile e valorizzando la sua persona e, di conseguenza, la sua sicurezza e il rapporto con gli altri. Va da sè che, naturalmente, truccarsi non è obbligatorio come non è obbligatorio farlo tutti i giorni, ma il semplice fatto di “volersi bene”, esaltando i propri punti di forza, è un atto d’amore verso se stesse.

Il problema è che, come tutte le cose, ci sono estremi che, invece, non vanno osannati e premiati allo stesso modo.

Il trucco eccessivo, per esempio, al limite del ridicolo e del cattivo gusto, indica la voglia di volersi mostrare al mondo sicure, disinibite, quasi aggressive, cercando di nascondere (e mettendo, in realtà, ancora più in mostra) la vergogna di essere se stesse, le proprie insicurezze, l’amarezza di non piacersi così come si è; tutto mascherando il volto con colori e tratti che non risaltano nulla ma anzi, appunto, oscurano.

Il risultato è una figura tutt’altro che fine, tutt’altro che sicura, tutt’altro che piacevole da guardare, eccentrica ma di dubbio gusto.

Quale parte del viso focalizzi?

In più si possono fare delle distinzioni a seconda della parte del viso che si tende ad evidenziare.

Chi dà maggior risalto alle labbra, ad esempio, di solito ha una buona stima di sè. Essendo questa parte del volto interconnessa con la sensualità ed il sesso, un colore del rossetto marcato, scuro o sul rosso, può indicare una donna che punta tutto sulla seduzione, magari anche ingrandendone un po’ il contorno.

Chi invece sceglie di dare maggior risalto agli occhi ha voglia di essere guardata o, comunque, di farsi notare, ma non in maniera egocentrica, come si potrebbe pensare, ma per difesa… il mascara può implicare la voglia di sentirsi più sicura, un trucco accurato può indicare un accento sulla propria personalità, la propria “anima”, che fuoriesce da ogni sguardo, essendo gli occhi la parte che ci rappresenta di più e attraverso la quale possiamo cogliere stati d’animo, sentimenti, sensazioni.

Anche le sopracciglia hanno un ruolo, in questo senso, perchè sono le prime a muoversi e a comunicare, attraverso le proprie angolazioni, le nostre emozioni. Se la simmetria è troppo ritoccata, magari prediligendo una forma con un punto medio parecchio alto, si ritorna al punto dell’insicurezza e alla voglia di mascherarsi dietro false forme aggressive. Negli altri casi, una forma naturale e ben definita aiuta semplicemente a dare regolarità alle forme del volto, per un risultato finale omogeneo e pulito.

In sostanza, quando la persona truccata differisce troppo da se stessa al naturale, c’è la volontà di mascherarsi per un qualsivoglia motivo: distorcere i propri lineamenti significa mostrare una personalità diversa e, quindi, un’immagine falsata di se stesse.

Al contrario, ci sono donne molto riservate o timide che non amano stare “sotto i riflettori” ed optano per contorni e stili molto “nude look“, quasi mimetizzandosi dietro i colori chiari e naturali del proprio make up. Naturalmente, si può trattare anche di fasi, di momenti che si attraversano e che contagiano anche la voglia di “farsi belle”.

Colori accesi, invece, scelti per le labbra, le unghie o gli occhi possono essere ambivalenti: in genere sono testimoni di vivacità e di gioia di vivere ma, in alcuni casi, falsano una finta felicità che, al contrario, nasconde sotto la coltre dei colori tristezza, malinconia, infelicità.

In ogni caso, quindi, c’è la possibilità che si usi uno stile per mentire a se stesse, o agli altri, per apparire come non si è o come “non si sta” in quel preciso istante. Una sorta di difesa  automatica che scatta attraverso il modo di proporsi, che può coinvolgere, ovviamente, anche l’outfit.

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Simona Vitagliano

Uso le parole come fossero numeri e i numeri come fossero parole. Blogger, Copywriter, Editor. Tutor di Matematica e Fisica.