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Che cos’è il botulino?

Sappiamo tutti che il botulino è una sostanza molto tossica che, se ingerita, può portare anche alla morte. Ma il veleno, in verità, lo fa la dose.

Ed è proprio su questo punto che ci soffermeremo.

Un po’ di storia

Germania, fine dell’800. Tutte le persone che avevano mangiato un piatto a base di prosciutto non cotto, improvvisamente e apparentemente senza spiegazione, morirono. Da lì si coniò il termine botulus, che significava salsiccia.

Si dovette aspettare l’inizio del 900, però, per avere informazioni dettagliate: le prime ricerche scientifiche identificarono la neurotossina botulinica, una sostanza molto potente che, nemmeno a dirlo, suscitò subito l’attenzione dei militari. Fu proprio durante la Seconda Guerra Mondiale, infatti, che questa tossina si riuscì a studiare e ad isolare.

Tuttavia, per i primi impieghi in campo medico, dovettero passare ancora parecchi anni.

Negli anni 70 un certo Dottor Alan Scott, californiano, cominciò a curare lo strabismo proprio con questa tossina.

Da lì, l’utilizzo del botulino in medicina cominciò ad essere sempre più frequente e diversificato, andando a intervenire su disturbi del nervo facciale, sindromi da eccesso di sudore e tantissime altre patologie. Nel frattempo, però, il Dottor Scott si rese anche conto di un “piacevole” effetto collaterale: nel somministrare la dose di botulino per la cura dello strabismo, le cosiddette “zampe di gallina”, cioè le rughette che si affollano intorno agli occhi, sparivano.

Fu così che la neurotossina cominciò un nuovo percorso, dedicato alla cosmesi facciale.

Siamo nei primi anni 90 e, finalmente, si ha l’ok per procedere in questo senso: il botulino è capace, a tempo determinato, di ridurre le contrazioni dei muscoli che provocano le rughe d’espressione, che possono essere l’anticamera delle rughe vere e proprie della vecchiaia.

Vagliare senza fretta

Bisogna ricordare che le rughe, come l’anzianità, sono una conseguenza naturale e normalissima dell’avanzare dell’età.

La prima cosa importante da fare, quindi, è fare pace con il tempo che passa ed accettare proprio il suo scorrere, anche attraverso il nostro corpo.

Si intuisce come i solchi sul viso possano essere una sorta di “memoria” del passato: più abbiamo riso, pianto, più ci siamo crucciati o arrabbiati e più determinate zone del volto si saranno piegate e corrugate, fino a “memorizzare” la posizione, lasciandola evidente con la perdita dell’elasticità della pelle.

Questo è il motivo per il quale anche molte giovanissime si sottopongono ad iniezioni di botox: intervenire preventivamente vuol dire eliminare alla radice la possibilità che quei solchi si memorizzino nel nostro tessuto epiteliale.

Ma ci sono delle cose da vagliare: innanzitutto l’azione del botulino è a tempo determinato ed anche piuttosto breve; non più di 6 mesi, dopodichè si deve riapplicare. Inoltre l’esagerazione è altamente sconsigliata, soprattutto nei giovani, poichè viene persa completamente la mimica facciale e si è osservato uno strano fenomeno per il quale quasi ci si “dimentica” come esprimere le proprie sensazioni ed emozioni all’esterno, essendone privati della possibilità.

Inoltre ci sono molti effetti collaterali che vanno contemplati, come la palpebra calante o una distorsione del sopracciglio e così via.

Infine soggetti allergici, che assumono determinati antibiotici o che hanno subito interventi al viso, devono stare molto attenti e consultare il medico prima di prendere qualunque decisione.

Vale anche la pena ricordare che dopo l’applicazione del botulino non si devono indossare caschi (nè del parrucchiere nè da motociclista), non si devono fare sforzi fisici o spalmare creme sul viso ed è assolutamente vietato fare saune.

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Simona Vitagliano

Uso le parole come fossero numeri e i numeri come fossero parole. Blogger, Copywriter, Editor. Tutor di Matematica e Fisica.